Alessia La Greca, calciatrice italiana, riflette sul suo periodo alla Juventus e sul suo stato di forma attuale
1. Sei anni con la maglia della Juventus. Cosa rappresenta per lei il Torino?
Per me, questi sei anni alla Juventus sono stati intensi, ho imparato a gestire le emozioni in campo, la pressione, ho capito il termine di determinazione e cosa significa lottare su ogni pallone. Mi hanno accolta benissimo, supportandomi e aiutandomi durante questo mio percorso all’interno. Sono stati come una seconda famiglia è ancora oggi con le mie compagne di squadra sono rimasta in contatto. In 6 anni ovviamente non posso esserci solo momenti alti ma ce ne sono stati anche alcuni bassi a causa del covid che ci ha rallentano però sono cresciuta è migliorata sia come atleta che come ragazza e li ringrazio perché mi hanno fatto diventare ciò che sono ora
2. Come si definirebbe come calciatore?
Come calciatrice, mi considero molto tecnica e determinata. La Juve mi ha fatto migliorare su specifiche qualità come la resistenza, saper utilizzare anche i miei punti deboli nel modo più efficiente come puntare l’avversario e utilizzare il piede debole. Un mio punto forte è la velocità, la grinta sull andare a difendere il pallone. Un altra cosa che mi caratterizza molto è il gioco di squadra, riesco ad ascoltare e mettere in pratica quello che i mister e le compagne mi dicono e mi consigliano durante gli allenamenti o il corso della partita.
3. In tanti anni di calcio, quale momento o ricordo ricorda della sua carriera?
Il mio ricordo più bello è quando, con la squadra Under 15 della Juve, abbiamo vinto lo scudetto in finale contro il Napoli con un 3-1. Prima di questa finale, ci siamo battute contro squadre fortissime come Roma e Atalanta, facendoci valere e dimostrando di essere veramente una squadra. Avevo sognato quel momento fin dall’inizio della stagione e riuscire a realizzarlo mi ha lasciato sensazioni e ricordi indelebili. È stato un sacrificio continuo, durato una settimana, con due gironi da tre squadre ciascuno. Abbiamo giocato sotto un caldo soffocante, cercando di non mollare nemmeno al 90° minuto e correndo anche per la compagna che non aveva più energie. Lo facevamo perché lo volevamo tutte, a ogni costo. Il mister e le compagne mi hanno supportato tantissimo. Eravamo veramente una famiglia, un gruppo che lottava insieme per un unico obiettivo.
4. In quest’ultima fase ha avuto modo di allenarsi con giocatori più grandi di lei: quali differenze ha riscontrato?
Allenarmi con giocatrici più grandi di me all iniziò è stato difficile perché non riuscivo ad avere il loro stesso ritmo, per questo motivo nelle prime settimane a fine di quasi ogni allenamento con il preparatore atletico mi mettevo lì a correre per arrivare al loro passo. Nel gruppo mi hanno accolta benissimo e appena possono cercano di correggermi anche nei minimi dettagli per aiutarmi a migliorare, appena posso cerco di apprendere qualcosa da ognuna di loro.
5. Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?
I miei obiettivi futuri sono continuare a crescere sia a livello tattico che mentale, voglio imparare a trasformare gli ostacoli in grandi opportunità e superare i miei limiti per diventare la miglior versione di me stessa.











